L’isola del silenzio diventa
l’isola della musica.
Sarà una sorpresa, una grande
sorpresa.

L’idea di fare dell’isola
dell’Asinara un centro musicale, di grande musica è un’idea
“naturale”.
Certo non è una cosa facile:
problemi logistici, problemi di sistemazione, approvvigionamenti…
Ma stare sull’isola, scoprirla
pian piano, interpretarne lo spirito… solo con la musica è possibile.

E’ sempre stata l’isola del
silenzio, ma la sua vita è stata accompagnata da una colonna sonora
meravigliosa: lo strido dei falchi, il verso rauco dei gabbiani, il
raglio degli asini, il nitrire dei cavalli… e il vento, ora lieve, ora
forte, cupo… e il mare… il dolce sciabordio e la tempesta violenta,
spaventosa
La corsa impetuosa di un branco
di cavalli, il lento passeggiare degli asini, la potenza pronta a
scattare dei mufloni, il correre a passettini dei cinghialetti, il volo
di un gabbiano…
Una sinfonia, un adagio, un
pizzicato, un assolo di violino…
E’ l’Asinara, è la musica.
Ecco, questo troveranno i
docenti ed i corsisti che verranno all’Asinara, non hotel né a cinque né
a quattro né a tre stelle, ma i milioni di stelle delle sue fantastiche
notti.
Troveranno un isola rude,
selvaggia, a prima vista quasi inospitale ma che poi si rivelerà così
fragile, così delicata da voler visitare con “passo lieve”.
E con questo spirito la si dovrà
incontrare, con lo spirito dell’ intelligenza che per stare vicino ad
una cosa bella, di grande fascino, rinuncia a tante comodità da città,
che gode nello starle vicino con rispetto, tenendole compagnia e
accarezzandola con il suono di una grande musica.